Avventura a Piana degli Albanesi!

Cara Avventura, dopo le numerose riunioni di sq. e i sacrifici  fatti per organizzarci, finalmente è arrivata l’ora della partenza! Zaini in spalla, allegria e tanta emozione per questa esperienza. Dopo circa un’oretta cominciammo a vedere le prime insegne in albanese e poco dopo ecco Piana: una piccola porzione di terra vicino ad un lago artificiale, con una popolazione affabile e una cittadina stile 800, sono solo poche delle tante caratteristiche di questa meravigliosa cittadina (6000 abitanti). Finalmente l’arrivo! Che aria salubre! Che splendido panorama! Notammo subito che una macchina nera ci veniva incontro, si fermò e da essa uscì il capo scout albanese il cui nome è Marco; varie presentazioni dopo, riprendemmo il viaggio verso il nostro alloggio. 5 minuti dopo eravamo arrivati a destinazione e lì conoscevamo la sq. Aquile di Piana degli Albanesi con a capo Davide: persone veramente gentili e ospitali. Posati gli zaini, cominciammo la gita turistica per Piana guidati dalla sq. Aquile di Davide; in questa occasione abbiamo avuto solo modo di conoscerci meglio e legare, oltre ad apprendere la fantastica storia del paese che ci ospitava e delle sue usanze. Arrivata la sera, ritornammo al nostro piccolo alloggio dove, dopo aver cenato e scambiato alcuni dei nostri pasti tipici, cominciammo a giocare, parlare, ridere e scherzare per un po’. Prima di andare a nanna, “Baba Cola”, l’assistente ecclesiastico del gruppo, ci spiegò il rito greco-bizantino della messa, per il solo scopo di non farci “perdere” per la cerimonia a cui avremmo assistito il giorno dopo. Difficile sveglia alle 7, una “sciacquata veloce”, una nutriente colazione e una messa  greco bizantina che aspettava solo noi. Finita la messa, che abbiamo in parte capito si parte: zaini in spalla, gavette, mappa alla mano e via verso i 1200 m di altitudine della riserva protetta di Piana. Infatti per completare il nostro gemellaggio abbiamo accompagnato e aiutato la sq. Aquile nella loro impresa di esplorazione. Dopo un viaggio stancante, eccoci arrivati! Solo un fantastico panorama come quello colmava sia la fatica sia le nostre aspettative. Un po’ di riposo, cucina alla trappeur e via alla volta delle attrazioni montanare di Piana! Finito il pranzo, si torna a casa! Ci incamminiamo di corsa a valle,  dove ci aspettava il capo Marco e i nostri vari parenti. E’ così arrivato il momento della foto, dei saluti e per concludere in bellezza, dei bei cannoli (tipici di Piana) da mangiare. Addio Piana: ci hai fatto vivere una vera e propria avventura che non dimenticheremo facilmente.

Sq. Falchi
Gruppo AGESCI Alcamo 4


INCHIESTA USANZE E COSTUMI ALBANESI

Come vivete la differenza tra la vostra cultura e quella siciliana? Si sono unite?

Si, le nostre due culture si sono unite, e questa differenza non la viviamo più perchè ormai essere siciliani è parte di noi.

Quali sono le usanze e le tradizioni?

Tra le nostre usanze annoveriamo il carnevale, che si svolge per quattro sabati dopo l’Epifania ed è particolare poichè si deve uscire esclusivamente mascherati; inoltre è tradizione  andare in edifici adibiti a  sale da ballo, e talvolta il nostro carnevale viene  pure documentato in tv; la tradizione dice  anche che durante la festa l’uomo si trovi una donna con cui ballare. Annoveriamo  anche  la  Pasqua  e  l’Epifania, entrambe celebrate con il rito bizantino. A Pasqua, nella Domenica delle palme, il prete sfila su un asino fino alla cattedrale insieme a delle donne con vestiti tipici dell’epoca.

Che lingua parlate di solito?

Noi parliamo arbereshe (albanese) ma talvolta anche l’italiano.

Quale è la storia di Piana ?

Piana fu fondata nel 1488 da profughi albanesi in fuga dall’invasione ottomana. Giunti in Italia ottennero una valle inabitata concessa dal vescovo di Monreale, chiamata valle del diavolo. Il villaggio fu costruito in mezzo a tre montagne (territorio facilmente difendibile) e da allora si stanziarono là. Ha vissuto con le sue tradizione durante i secoli e ha resistito ai vari di dominatori. Il ventennio fascista porto il paese a chiamarsi col suo nome attuale nome visto che prima era nominato Piana dei Greci.

Nel quotidiano mangiate piatti tipici?

 Nel quotidiano mangiamo il pane particolare di Piana, il Buke, e come dolci mangiamo i cannoli ovvero un altro tipico prodotto.

 Quali sono i costumi?

I costumi sono particolari, perché antichi risalenti addirittura al XV secolo. In genere li indossiamo a Pasqua e nell’Epifania. La componente più importante dei costumi è il brese: un pezzo di gioielleria molto antica raffigurante San Giorgio che si tramanda di generazione in generazione.

Quali sono le religioni principali? Ci sono più ortodossi o cattolici?

Noi non siamo ortodossi, siamo cattolici, ma pratichiamo la messa con un particolare rito: quello bizantino nato a Costantinopoli. La messa bizantina viene celebrata in albanese e nelle occasioni speciali, come Pasqua, in greco bizantino.

 Il culto bizantino come è radicato?

 Il culto bizantino è molto radicato, infatti tutti lo praticano tranne gli atei.

 Quali sono le vostre tradizioni montanare?

La montagna è uno dei simboli di Piana (altezza 1200 metri) nella quale possiamo visitare un bunker risalente alla seconda guerra mondiale, una piccola casa, dove si è rifugiata una ragazza poi uccisa dalla mafia, ora adibita a  rifugio per viaggiatori, una meravigliosa grotta naturale e una riserva a dir poco fantastica.

DIETRO LE QUINTE

Abbiamo parlato di Piana,delle sue usanze,dei suoi costumi e abbiamo realizzato un’inchiesta su essa (somministrata ai ragazzi di Piana) tuttavia non abbiamo parlato di come abbiamo vissuto questa avventura: è venuto il momento di farlo! Il desiderio di scegliere internazionale come specialità diviene dalla semplice voglia di conoscere ed esplorare cose a noi sconosciute; inoltre crediamo che internazionale sia una bellissima specialità, poichè permette di raggiungere una maggiore indipendenza e organizzazione nel fare. La vera e propria scelta di raggiungere Piana dipende, però, sia dal desiderio di conoscenza di cui si è parlato precedentemente, sia dal fatto che quasi nessuno di noi c’era mai stato, sia dal voler conoscere più da vicino abitanti, che nonostante si siano integrati benissimo nel mondo siciliano, abbiano conservato le loro antiche tradizioni. Come è venuto fuori, questa specialità sembra creata apposta per noi, e dal risultato della prima impresa, possiamo affermare che la seconda non potrà che darci altrettante soddisfazioni.

La sq. Falchi del Gruppo AGESCI Alcamo 4 (Alessandro, Alessio, Daniele, Costantin, Piergiuseppe, Vincenzo)

Si ringrazia la sq. Aquile del Gruppo AGESCI Piana degli Albanesi 1 (Davide, Sergio, Jean, Giorgio, Francesco)

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