JOTI: UN SOGNO VIRTUALE

Articolo di Serena Sparacino, Squadriglia Koala, Bagheria 1

I primi mesi di reparto sono sicuramente quelli in cui si scoprono più cose; alcune delle quali ti resteranno dentro per sempre e altre dureranno forse fino al campo estivo. Ricordo, però, che quando sentii menzionare il Jamboree per la prima volta ne rimasi affascinata. Credo che il Jamboree sia il perfetto esempio di ciò che Robert Baden-Powell intendeva quando, stilando i punti della nostra legge, disse che la Guida e lo Scout “sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout”.

Mescolarsi con nuove culture, scoprire cose che mai nessuno nella tua città avrebbe potuto spiegarti e, soprattutto, fare amicizia con persone provenienti da tutto il mondo sono solo alcuni degli aspetti che hanno reso il Jamboree un sogno; non vedevo l’ora di avere l’età giusta per parteciparvi. Mentre il mio quarto anno di reparto cominciava, compiuti 14 anni, iniziai a cercare informazioni sul Jamboree successivo. E poi, boom, scoppia una pandemia globale che, per mantenere tutti al sicuro, ci fa restare a casa per più di due mesi.

Diciamo che il tempismo non era stato uno dei migliori però, non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento. Così, in pieno stile “Estote Parati”, ci siamo attrezzati, ci siamo uniti nonostante la situazione e abbiamo trovato una soluzione: il JOTI. Il JOTI (Jamboree On The Internet) di quest’anno è stato diverso da quelli precedenti: questa special edition ha portato divertimento e calore nelle case di giovani scout di tutto il mondo in un momento difficile.

Il 5 aprile con la mia squadriglia abbiamo partecipato ad una video-conferenza con scout italiani, durante la quale ci siamo presentati, abbiamo parlato di come stavamo vivendo la quarantena, abbiamo raccontato episodi divertenti di campi precedenti e abbiamo insegnato bans che alcuni ragazzi non conoscevano. Purtroppo non abbiamo potuto mantenere una corrispondenza perché era vietato scambiarsi numeri o profili instagram ma, almeno in quell’ora, ci siamo divertiti comunque.

In seguito siamo andati su scoutlink, una piattaforma nella quale si può chattare con scout provenienti da tutto il mondo; noi, per esempio, abbiamo parlato in inglese con ragazzi e ragazze provenienti dall’Inghilterra, dalla Germania, dalla Francia e dalla Spagna. Anche qui il Co-Vid19 e la quarantena sono stati argomenti discussi, poi, a turno, ognuno ha spiegato qualche tradizione scout del proprio paese. In questo modo abbiamo imparato che abbiamo molte cose in comune e che possiamo essere uniti anche nelle nostre piccole differenze.

Mi è piaciuto molto partecipare al JOTI quest’anno perché, anche se in maniera inconsueta, ho fatto alcune delle cose che mi piacerebbe fare al Jamboree: mi sono divertita moltissimo e ho imparato cose nuove da persone lontane con le quali mi sono ritrovata. È stata un’esperienza fantastica che ha messo alla prova il nostro essere sempre pronti a tutto e ha unito moltissimi scout da tutto il mondo. Non vedo l’ora di riabbracciare il mio reparto e i miei capi, nel frattempo partecipo alle riunioni in videochiamata e faccio il countdown per il prossimo Jamboree.

Nessun commento a "JOTI: UN SOGNO VIRTUALE"

    Rispondi

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

    I commenti sono moderati.
    La moderazione potrà avvenire in orario di ufficio dal lunedì al venerdì.
    La moderazione non è immediata.
    I tuoi dati personali, che hai fornito spontaneamente, verranno utilizzati solo ed esclusivamente per la pubblicazione del tuo commento.